Nuova via
del vago riduce dolore e affetto negativo
LORENZO L. BORGIA
NOTE E
NOTIZIE - Anno XXIII – 13 giugno 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale
di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a
notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la
sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici
selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori
riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.
[Tipologia del testo: RECENSIONE]
La nostra scuola
neuroscientifica ha studiato numerose condizioni in cui, per effetto di una
stimolazione vagale, si possono avere mutamenti in positivo del tono dell’umore
ed effetti analgesici capaci di lenire un dolore somatico. Più volte abbiamo
provato ad avviare riflessioni dialogate con neurofisiologi e psichiatri, sulla
base dell’idea che andava indagato il rapporto tra sistemi neuronici vagali e
sistemi e reti che costituiscono la base dello psichismo. Notando un’opinione
corrente ancora troppo influenzata dalla separazione convenzionale della
neurofisiologia classica tra l’attività di controllo parasimpatico periferico,
nel dominio del sistema autonomo, e la vita cognitiva, affettiva ed emozionale,
nel dominio dell’elaborazione corticale dell’esperienza, temevamo il rischio che
si escludesse inconsapevolmente, si scotomizzasse o si trascurasse la ricerca
di possibili connessioni centrali costituenti punti di contatto tra sistemi
neuronici vagali e reti mediatrici di processi psichici, quali l’elaborazione
dell’affettività positiva e di un affetto/segnale come il dolore. Un argomento
forte contro la nostra tesi era l’inesistenza di vie encefaliche che
giustificassero l’ipotesi di tali connessioni. All’ultimo tentativo di
suscitare interesse, in un incontro del 2019, il nostro presidente notava che
il nucleo caudale del tratto solitario (cNTS) riceve
impulsi vagali e impulsi somatici, ma questo fu ritenuto troppo poco dai nostri
interlocutori.
Ora, Yuan Tang e colleghi
coordinati da Hanfei Deng, prendendo le mosse
dall’effetto analgesico della stimolazione del nervo vago e dalla nozione della
doppia innervazione, vagale e somatica del cNTS,
hanno indagato le funzioni dei neuroni di questo nucleo, scoprendo una
popolazione cellulare che proietta al grigio periacqueduttale (PAG) e svolge un
ruolo chiave nel mediare gli effetti della stimolazione vagale.
(Tang Y. et al., A brainstem pathway underlying
vagal modulation of somatic pain and affective states. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-026-02313-0, 2026).
La provenienza degli autori è la seguente: State Key
Laboratory of Brain Function and Disorders, MOE Frontiers Center for Brain
Science, Institutes of Brain Science, Fudan University, Shanghai (Cina); Institute
of Neuroscience, State Key Laboratory of Brain Science on Cognition and
Brain-inspired Intelligence, CAS Center for Excellence in Brain Science and
Intelligence Technology, Chinese Academy of Sciences, Shanghai (Cina).
La soppressione del dolore e
dell’affettività negativa nel topo, determinata dalla stimolazione vagale che modula
il nucleo caudale del tratto solitario (cNTS), può
essere decifrata nel suo meccanismo se si ha nozione del processo che avviene
ad opera del cNTS. Yuan Tang e colleghi hanno
identificato una popolazione di neuroni cNTS
che proiettano al grigio periacqueduttale (PAG). Il PAG è noto come sede
dei neuroni del sistema analgesico discendente ed è risultato, nella
sperimentazione precedente su roditori, un nodo critico per la soppressione del
dolore e dell’affettività negativa mediante la stimolazione del nervo vago.
Questa popolazione di cellule
nervose del tratto solitario, che possiamo denominare con l’indicazione dell’acronimo
della sede dei neuroni post-sinaptici cNTSPAG,
è stata sottoposta a stimolazione optogenetica dai ricercatori, ottenendo la
serie dei comportamenti che esprimono l’esperienza del dolore da parte degli
animali. L’analisi dell’attività di queste cellule ha consentito di rilevare
che presentano modalità specifiche di codifica del dolore e dei segnali
predittivi dopo l’apprendimento.
Un interessante esperimento, che ha
individuato i neuroni cNTSPAG in base all’input
spinale, ha verificato l’effetto dell’inibizione: si aveva la riduzione della
nocicezione meccanica ma non di quella termica.
La stimolazione del vago
riduceva in modo selettivo l’attività cNTSPAG
evocata dal dolore, reclutando l’inibizione locale, e attenuava le riduzioni di
dopamina evocate dal dolore nel nucleo accumbens attraverso i neuroni cNTSPAG. In altri termini, il dolore era ridotto
dal reclutamento degli interneuroni inibitori locali e lo stato affettivo era
migliorato da una più contenuta diminuzione della dopamina del sistema a
ricompensa.
Questi risultati individuano una
nuova via troncoencefalica (cNTS – PAG) con un ruolo
mai riconosciuto in precedenza nella modulazione operata dalla stimolazione del
nervo vago del dolore e dell’affettività negativa connessa, fornendo un’altra
piccola tessera al mosaico delle basi neurobiologiche del dolore.
L’autore della nota ringrazia
la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle
recensioni di
argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito
(utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).
Lorenzo L. Borgia
BM&L-13 giugno 2026
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